mercoledì 25 febbraio 2009

Alien Speculation

Sono ancora vivo, non disperate.
Oggi vi propongo un video interessante prodotto da Discovery Channel sulle aspettative relative ad un ipotetico primo contatto tra l'umanità e un'intelligenza extraterrestre. Il video è in inglese e la tematica non è delle più originali ma merita di essere visto perché l'impostazione è abbastanza "irriverente" con filmati tratti dal repertorio cinematografico di genere ed opinioni di esperti del SETI Institute. Se avete tre minuti del vostro tempo da buttare via dateci un'occhiata.

venerdì 19 dicembre 2008

Visita virtuale al Museo Egizio

Solo un piccolo aggiornamento sullo stato d'avanzamento dei lavori relativi al progetto di visita virtuale al museo egizio di cui vi avevo già parlato in precedenza.


Ps: Purtroppo ho fatto un po' di casino con il blog e il post precedente è andato perduto. Se scoprite come ripristinare versioni precedenti dei post fatemelo sapere.

giovedì 6 novembre 2008

Bit Beat

Oggi vorrei segnalarvi un progetto molto interessate segnalatomi da Geekissimo. Il suo nome è Bit Beat ed è un robot antropomorfo "dai lati umani, con un carattere personale che si forma giorno per giorno. Vitale e aperto alle esperienze nuove, si emoziona e stupisce, in continua interazione con il mondo e le persone".


È dotato di 2 motori brushless per provvedere al movimento delle articolazioni, due microfoni sensibili da usare come orecchie, 2 CMOS image sensors da 2 Megapixel per osservare il mondo intorno a sé, vari giroscopi e accelerometri distribuiti lungo tutto il corpo e alcuni sensori di pressione sotto la pianta dei piedi. L'energia viene erogata da una batteria a nikel e zinco con autonomia di 5 ore a riposo e 2 in movimento ed ha delle mani provviste di due dita e un pollice opponibile capaci di sollevare ognuna fino ad un chilogrammo di peso. L'intelligenza artificiale che ne determina i movimenti è di ultima generazione e gli permette di interagire con gli esseri umani in maniera assolutamente perfetta, come un bambino. E come se tutto ci non bastasse... è stato sviluppato, fra gli altri, da ingegneri italiani. Si, avete capito bene. Nonostante i tagli alla scuola e alla ricerca scientifica, questi ragazzi, con un po' di sacrificio, tanta inventiva e una buona dose di conoscenze informatiche, sono riusciti a mettere in piedi un progetto che ha del prodigioso...


Peccato sia tutto un FALSO. Ben congegnato, ovviamente, ma comunque falso. Si nota dai movimenti illogici del robot (dita che tamburellano sul tavolo, movimenti del capo per seguire l'azione altrui... motion blur) e da vari altri piccoli ed insignificanti particolari: sul sito non esiste un riferimento che sia uno ad un indirizzo reale o ad una società, il designer si chiama Toshiro Mifune, la responsabile dell’apprendimento è Julie Power ed il dominio .it è intestato ad un privato. Voi che ne dite? Fake or not? Un ottimo lavoro comunque. Ben fatto!


Aggiornamento: come volevasi dimostrare... ecco la soluzione dell'arcano.

"This time we cooked a few viral videos about a small robot called bitBeat. It's a bunch of CG (Computer Graphic) on live action plate shorts, intended to be looking like some sort of stolen handheld camera clips taken inside a lab dedicated to the development of a next-gen-and-still-believable robot.
You can watch them on http://www.bitbeat.it/
"

venerdì 17 ottobre 2008

Tavoletta grafica per il 3D

Oggi vi presento il video di una tavoletta grafica davvero formidabile. Ringrazio Giovanni Re per la segnalazione.

Basta con la solita modellazione geometrica fatta di vertici e segmenti, lenta e laboriosa. Con questa nuova tavoletta grafica, progettata da Seok-Hyung Bae, Ravin Balakrishnan e Karan Singh dell'università di Toronto, sarà finalmente possibile disegnare liberamente in 3D creando curve attraverso un comodo pennino e con gesti semplici e veloci. Il software sembra assolutamente user-friendly, comodo e intuitivo, guardare per credere:


Il progetto si chiama ILoveSketch e, com'è facilmente intuibile, è rivolto più che altro ad un'utenza di Concept Artist. L'idea però non è niente male e, prezzo permettendo, sarebbe un ottimo acquisto per chi è interessato ad oggettini del genere.

lunedì 6 ottobre 2008

View 2008

Ritorna anche quest'anno, dall'11 al 14 novembre, l'annuale manifestazione torinese View, dedicata al mondo del cinema d'animazione, dei videogiochi e delle nuove forme di comunicazione. La manifestazione quest'anno si presenta sotto una forma duplice: Conference e Fest, quest'ultima descritta come la tappa italiana di una rete globale di festival di cinema digitale. Tre giorni di film, cortometraggi, arte, video clip, musica, workshop, feste, e molto altro.

VIEWFest, l'evoluzione italiana di Resfest, geniale festival itinerante di cinema digitale, non è un festival come ogni altro. Non ha semplicemente una localizzazione spaziale. Piuttosto, è un nodo in una rete. Immagina una rete di festival in ogni parte del mondo, da San Paolo del Brasile a Seul, da Amsterdam a Istanbul. Ora traccia delle linee virtuali, canali di comunicazione tra tutte queste città. Il risultato è un festival mondiale, dove ogni nodo della rete è connesso a tutti gli altri. Per l'Italia, questo nodo è Torino.

Una mia creatura sporadica: il faunofantePer ora non si sa ancora molto sui contenuti della Conference. Si sa però che tra gli ospiti ci saranno Will Wright, game developer e Designer Maxis - Elecronic Arts (conoscerete di certo la sua ultima fatica: Spore o qualche sua vecchia gloria come SimCity o The Sims) e Brad Lewis, della Pixar, regista di Cars 2 e produttore del film premio Oscar Ratatouille.

Anche quest'anno sarà inoltre presente il View Award, competizione internazionale di cortometraggi
di animazione 3D e realizzazione di effetti visivi.

Per maggiori informazioni sulla manifestazione ritornate a sintonizzarvi su queste frequenze nelle prossime settimane.

giovedì 25 settembre 2008

Universo incostante

La copertina di Universo incostante di Vernor VingeStavo quasi per dimenticarmene... forse per via delle recenti vicissitudini, forse per il fatto di averne già accennato in più post precedenti, ma mi ero quasi convinto di aver già sviscerato l'argomento a sufficienza. Ma questo bel libro di Vernor Vinge merita una bella recensioncina per cui continuate a leggere e non ve ne pentirete.
Ma vediamo di partire dal principio: il libro in questione è ovviamente Universo incostante, vincitore del Premio Hugo nel 1993.

Vinge è stato uno tra i primi e più importanti divulgatori del concetto di singolarità tecnologica. Un visionario interessato ai risvolti più insoliti del nostro futuro remoto. In Universo incostante questo elemento non è di certo assente, anzi, ne condiziona interamente la trama, anche se con risvolti meno estremi di quelli vaticinati da Charles Stross in Accelerando e senza scendere troppo nei particolari.
Vinge tratteggia un universo originale e ben articolato, al passo con le ultime teorie scientifiche, ma senza per questo penalizzare lo sviluppo della psicologia dei personaggi o della trama (quest'ultima però, a mio parere, contraddistinta da alcune piccole sbavature, di cui, però, vi parlerò più avanti).

Innanzitutto, però, bisogna che mi soffermi per qualche riga sull'impianto strutturale del romanzo. Le idee portanti che lo contraddistinguono: le "zone", le "potenze" e gli "artigli".

Ma cominciamo dalla prima. Universo incostante deve il suo titolo proprio alla prima di queste trovate geniali: l'idea che le leggi fisiche dell'universo, per l'appunto, non siano costanti ovunque, ma varino di zona in zona. La nostra galassia, in particolare, sembrerebbe suddivisa in quattro zone differenti e concentriche (la tipica struttura a cipolla) dove ogni strato è esterno al precedente. Abbiamo quindi le profondità imponderabili, la zona lenta, l'esterno e il trascendente.

Le "profondità imponderabili", equivalenti alla regione del nucleo galattico, non permettono lo sviluppo di automatismi e, a causa dell'estrema vicinanza tra le stelle, della vita stessa.
La "zona lenta", comprendente la Terra, è contraddistinta dal limite insuperabile della velocità della luce, limite che condiziona lo sviluppo della tecnologia e impedisce la nascita di imperi interstellari. Qui le civiltà planetarie possono venire a conoscenza dell'esistenza delle zone e possono, dunque, decidere si espandersi verso l'"esterno", la zona successiva alla zona lenta.
Nell'esterno la velocità della luce non è più un limite invalicabile ed è possibile, dunque, comunicare o viaggiare tra i mondi a velocità superluminale, il che permette il formarsi di civiltà ed imperi interplanetari.
L'ultima zona è il "trascendente", che si estende dai margini esterni della galassia verso lo spazio siderale intergalattico. Qui non vi sono limiti al livello di sviluppo raggiungibile dagli automatisti e dalle civiltà, tanto che le due cose fondendosi insieme possono dar vita alle cosiddette Potenze (o in loro antitesi alle Perversioni), civiltà ipersviluppate ascese ad un livello di complessità ed intelligenza tale da elevarle a rango di semidei immortali e onnipotenti. 

Queste entità, generalmente indifferenti alle faccende delle zone inferiori, hanno un ciclo di vita estremamente ridotto (si parla di dieci, quindici anni) e sono soggette esse stesse ai limiti fisici delle zone inferiori (Spesso, non potendo fare altrimenti, il loro influsso su queste zone avviene attraverso avatar e sofonti... comunque mai in prima persona).

Infine gli Artigli: una civiltà aliena della zona lenta contraddistinta dalla suddivisione in "Aggruppi", borganismi in miniatura prodotti dal naturale processo evolutivo, senza la necessità di ricorrere a mezzi tecnologici per mantenere in vita menti di gruppo.

La caratterizzazione delle zone è estremamente convincente e gioca un ruolo di primo piano nello sviluppo della trama. I protagonisti sono costretti ad attraversarne almeno due e vengono coinvolti nelle imprevedibili fluttuazioni dei loro confini.
Le Potenze, d'altro canto, sono invece indagate solo sommariamente, a maglie larghe. Ne abbiamo testimonianza quasi sempre indirettamente e il loro ecosistema viene descritto solo vagamente.
Gli artigli sono invece indagati più da vicino e con maggiore precisione. Sono caratterizzati sia a livello di specie che individualmente.

La trama vede l'arrivo di una spedizione umana su un pianeta abbandonato dell'alto esterno, un pianeta-archivio in cui si celano conoscenze illimitate ma anche un'entità perversa e antica, in attesa di essere risvegliata da milioni di anni. Gli scienziati sono consci del rischio e prendono tutte le precauzioni necessarie ma queste non bastano ad evitare il risveglio della Perversione che di li a poco scatenerà tutto il suo potere distruttivo sull'esterno e sul trascendente, arrivando ad uccidere un'altra Potenza. Solo un'astronave riesce a sfuggire al primo attacco, un'astronave carica di bambini in stato d'ibernazione... orfani della prima ondata di morte. L'astronave sopravvissuta ospita a bordo l'unica contromisura esistente in grado di fermare la Perversione (caricata a bordo da due IA umane spuntate dal nulla) ed è diretta verso un mondo "sottosviluppato" della zona lenta. Da qui in poi la storia si dirama in due sottotrame distinte. La prima ambientata su "Artiglio" (il pianeta su cui fa naufragio la nave superstite) e la seconda con protagonisti una giovane umana della Rete, una Potenza benevola ma all'apparenza sinistra e manipolatrice, il suo sofonte umano, ricostruito dai cadaveri di uomini morti molto tempo prima, e due Skrode, alieni vegetali contraddistinti dall'assenza di memoria a breve termine (un'altra trovata interessante).

La trama di per sé è vivace e interessante e procede spedita tra mille colpi di scena. Quello che mi ha lasciato un po' perplesso è stata l'estrema lunghezza del racconto. Alcuni capitoli sembrano voler diluire per forza la storia, stiracchiandola verso lidi che non gli competono. Sarà perché si tratta del primo romanzo di Vernor Vinge dopo una lunga carriera di scrittore di racconti... ma ho avuto la sensazione che il Grande Vecchio non si trovasse ancora a suo agio con il formato lungo.

Un'ultima cosa: troppi errori di battitura (gli ANI luce cosa sono? La distanza che la luce impiega per arrivare lì dove non batte mai il sole? Un paradosso!).

mercoledì 24 settembre 2008

SISTEM FAILURE 2: Reloaded

Screenshot tratto dal film The Matrix. CopyrightedCi risiamo... ormai le mie assenze prolungate sono diventate cosa comune (anche troppo per i miei gusti) e forse cominciate a farci l'abitudine. Beh, mi spiace tanto ma non abituatevi troppo o potreste farne indigestione.
Questa volta a dar di matto è stato l'hard disk, un vecchio Hitachi da 80 Gb che già da tempo aveva cominciato a dar segni di cedimento (strani rumori e impallamenti improvvisi, di solito risolvibili con un bel calcio al case... devo aver sottovalutato troppo i segni premonitori perché non è mai una bella cosa quando il tuo hardware va avanti a forza di colpi se non siete un astronauta russo sulla MIR nel film Armageddon). Ma tant'è... l'hard disk è andato, fritto, morto. Completamente irrecuperabile. E mannaggia a me e alla mia proverbiale allergia per i backup (dovrò rimediare al più presto).
Ho perso gran parte dei miei file (quelli importanti... il resto era su un hard disk esterno), senza alcuna possibilità di recupero. E, complice il prolungarsi della pausa estiva, la depressione post-disastro, la mancanza di tempo per il lavoro sulla mia tesi di laurea e la mia incontenibile pigrizia... non ho più aggiornato il blog.
Da oggi si ricomincia (anche se per un po' il blog andrà avanti a singhiozzo), per cui rimanete nei paraggi. A presto...